Copyright photo de Jean Guillou
haut de page : W. P. Gross

Alpe d'Huez

Organo
di Notre-Dame des Neiges

dell’ L'Alpe d'Huez, France

Progetto (1978) e successiva modifica (1987) di Jean Guillou.

Prospetto di Jean Marol. Costruzione di Detlef Kleuker.

« L’aspetto esteriore di un organo deve stimolare nello spettatore la curiosità di ascoltare questo strumento la cui architettura avrà già fatto nascere nella sua mente,
un’immagine sonora.»

E’ quanto considera Jean Guillou e questo è certamente il caso dell’organo dell’Alpe d’Huez, a forma di mano, la « Mano di Dio », immaginata da Jean Marol, l’architetto la chiesa. Ne presentiamo più avanti l’attuale composizione dopo alcune modifiche effettuate nel 1987, la più importante delle quali è senza dubbio la sostituzione di un Oboe verticale con un Oboe in Chamade. L’occhio interessato noterà di certo la presenza in facciata di una impressionante batteria di canne proiettate in posizione orizzontale: si tratta – a sinistra guardando lo strumento – della classica « Trompette en Chamade » ed a destra di un sorprendente « Oboe en Chamade ».

A proposito di quest’ultimo ecco quel che ci racconta il suo ideatore Jean Guillou, nel suo libro
« L’Organo, memoria e futuro » (Ed. Carrara, 2011) :

« All’esterno si proietta un Oboe in Chamade che apporta un colore particolare allo strumento. Ha la dolcezza ed il lirismo di un Oboe, ma al tempo stesso la brillantezza e la presenza di un registro posto in posizione orizzontale. Esso si fonde mirabilmente in qualsiasi combinazione di registri e porta un calore, direi un fuoco, alle sonorità d’insieme. Questo registro offre un elemento completamente nuovo, non direttamente legato al barocco o al romanticismo che può comunque servire entrambi felicemente.»

 

Per maggiori informazioni v. « L'Organo, memoria e futuro »  di Jean Guillou (Carrara, 2011)